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23 Mar

Antonino Santoro: assaporare la sconfitta per trovare la forza di emergere

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“Ci sono momenti in cui sembra che tutto non vada per il verso giusto e gli insuccessi sembrano prendere il sopravvento, ma è proprio in questo momento che bisogna elaborare fino ad assimilare completamente gli esiti negativi, assaporare le sconfitte, riordinare le idee, capire dove si è sbagliato e andare avanti con maggiore energia”. Con queste parole Antonino Santoro della sezione di Catania, assistente dell’arbitro in serie A, ha concentrato la lezione tecnica tenuta ad una platea attenta e numerosa. “Ai momenti difficili della mia carriera – continua Santoro – sono succedute grandissime soddisfazioni, ottenute con sacrificio e grande forza di volontà, dandosi volta per volta degli obiettivi graduali che permettano di esprimere appieno le proprie capacità”.

Antonino Santoro, entrato nell’AIA nel 1997, assistente in serie A dal 2014, ha partecipato nel primo pomeriggio del 13 marzo al polo nazionale di allenamento a Ragusa, assieme a Francesco Saia, arbitro della sezione iblea in serie B, con la presenza del preparatore atletico Roberto Massari e di arbitri e assistenti appartenenti a tutte le categorie, che hanno ascoltato i consigli e le esperienze di Antonino cercando di apprendere il più possibile per migliorare le proprie prestazioni.

In sezione, in serata apre la lezione il Presidente sezionale Andrea Battaglia, che ha introdotto l’ospite con una presentazione che evidenziava le qualità tecniche e soprattutto personali del relatore: “umiltà e disponibilità fanno di Antonino un associato di spiccate virtù – ha detto Battaglia – che si mette sempre a disposizione dei colleghi più giovani condividendo le proprie esperienze, come è accaduto oggi al polo dove anche i neo arbitri hanno potuto apprezzare e partecipare a un allenamento in prospettiva di categorie superiori”. Preceduto da un video dedicato alla carriera di Antonino, e le premesse del delegato provinciale della FIGC Claudio La Mattina, e del collega e amico Francesco Saia, l’intervento di Santoro è stato suddiviso in due parti: la prima dai profondi significati etici e comportamentali, attraverso  l’espediente letterario della suddivisione delle lettere che compongono il nome della città che lo ospitava, ha permesso alla platea la conoscenza di alcuni momenti fondamentali della crescita di ciascun arbitro, come resilienza e sconfitta, che a ritmi ciclici ciascun arbitro dovrà affrontare, per invitare tutti a migliorare la capacità di reagire di fronte alle molteplici difficoltà che la carriera arbitrale quotidianamente sottopone.

La seconda parte è stata dedicata alla visione dei video inerenti episodi che lo riguardavano personalmente in gare di serie A, momento in cui si è raggiunto il massimo dell’esame tecnico e critico, con gli interventi di Francesco Saia e di Rosario Spata, osservatore ragusano in CAN Pro,  che hanno permesso di esaminare con cura, attenzione e a fondo, i singoli episodi, osservati dalle tre angolazioni (arbitro, assistente e osservatore). Una casistica dopo l’altra che ha permesso di interagire coi presenti circa la giusta decisione da prendere e cosa ha portato invece ad agire non correttamente e a prendere decisioni meno adatte in altre occasioni.
Infine, ha esortato i ragazzi a non accontentarsi mai e a coltivare i propri obiettivi e i propri sogni giorno per giorno, consapevoli che sarà necessario lottare sempre per ottenere i risultati che si meritano, e confrontarsi e sacrificarsi ancor più duramente per mantenere le posizioni raggiunte, concludendo il suo intervento con l’immagine del saluto e della stretta di mano iniziale in una sua gara in serie A, raggiunta dopo tanti sacrifici, che ha coinvolto ed emozionato tutti. Alla sezione ha regalato una delle sue divise arbitrali appositamente autografata per l’evento.

“Una lezione tecnica ed etica di alto profilo – ha concluso Andrea Battaglia, molto soddisfatto – che permette a tutti gli associati di approfondire regolamento ed etica comportamentale, dando la possibilità di assaporare esperienze delle massime serie calcistiche, ma soprattutto poter vivere appieno la vita arbitrale nei suoi molteplici aspetti”.

di Giuseppe La Barbera

 

 

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