17 Set

Buona la prima

GetAttachment.aspxAllora Stefano, condividi con noi tutte le emozioni che hanno caratterizzato questo tuo primo periodo CAN D.

1) Parlaci dello spirito con cui hai affrontato la preparazione che ti ha portato a sostenere i test a Sportilia.

Dalla comunicazione del passaggio in CAN D sono passati circa tre mesi, che sono tanti ma allo stesso tempo pochi, perché si è pensato subito a come poter affrontare la nuova stagione.

È vero che un arbitro vive di motivazioni e sono proprio queste la vera difficoltà nell’andare avanti, ma le mie sono sempre le stesse, anzi più forti che mai perché realizzare un sogno, quello di entrare a far parte dei primi 300 arbitri di tutta Italia è ad un passo.

Il pensiero di andare a calcare nuovi ed importanti campi e di affrontare una nuova stagione con le sue difficoltà, ha fatto si che l’estate passasse con la dedizione al regolamento ed alla preparazione atletica, perché da qui in poi tutto avrà un aspetto professionale maggiore, dalla velocità delle azioni agli schemi attuati dai giocatori, che sono gente che lavora proprio per questi.

Al raduno sono arrivato in grande forma sia fisica che mentale, che mi ha permesso di offrire un buon biglietto da visita per l’arbitro che sono. L’estate è stata un periodo di grande sacrificio e passione per questo sport, ma al contempo spettacolare e talmente intenso che non ne ho sentito il peso.

IMG-20150915-WA00012) Come è stato vivere le giornate di ritiro da arbitro di serie D, anche se sappiamo che hai ritrovato tanti amici arbitri regionali?

Sono stati quattro giorni molto formativi sotto il livello tecnico ed atletico, con in evidenza una commissione e preparatori che ci hanno dato grossi input per poter affrontare un campionato difficile come quello della serie D, perché va avanti chi meglio sa fare.

Ho ritrovato, nello stesso tempo, tanti amici e colleghi co-regionali per i quali continuo ad avere ammirazione, stima e soprattutto confronto.

IMG-20150915-WA00023) Sappiamo delle emozioni che hai sicuramente provato prima e durante la partita, ma noi vogliamo sapere, ciò che hai pensato e fatto subito dopo, aver appreso di aver arbitrato una grande gara d’esordio.

Il primo momento è sempre quello del bip sul cellulare, che significa “designazione”; era un momento emozionante per le prime partite di giovanissimi, lo è a maggior ragione per l’esordio in CAN D.

Dopo un primo momento di shock, segue subito la preparazione della gara, con un attento studio di squadre, classifica, luogo della trasferta da concordare con i colleghi assistenti, coordinazione di divise e tantissimi altri dettagli ai quali tengo particolarmente perché sono ciò che fanno la differenza.

Dopo una settimana di allenamenti e ripasso costante del regolamento, arriva il momento della trasferta e della gara. Dall’arrivo in albergo all’incontro con i colleghi assistenti al riscaldamento alla gara stessa è un susseguirsi di emozioni ed il tempo scorre veloce.

Dopo il fischio finale e la certezza di aver fatto una buona gara, confermata dall’ osservatore arbitrale, il mio primo pensiero e la mia gioia è riservata alla chiamata della persona che più mi è stata accanto in questo periodo ed al nostro Presidente di sezione e via via tutti gli altri colleghi.

È stato messo un piccolo mattoncino sulla casa da costruire, quindi si pensa già alla prossima partita con serenità e tranquillità e voglia di lavorare, perché per meritarsi qualcosa bisogna prepararsi bene e soprattutto lavorare sempre.

Il meglio deve ancora venire.

Antonino Macca

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