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30 Nov

Confronto sul ruolo dell’arbitro

In Foto Il Presidente Luca Cavanna relatore della serata

Sezione di Pordenone
Non è affatto vero che gli arbitri vivono in una torre di avorio , chiusi nel loro mondo di “casta di intoccabili”, ma quando gli sono proposti temi seri ed interessanti, dove poter svolgere dei ragionamenti con pacatezza e serietà, sono i primi a scendere in campo e a rendersi disponibili al giudizio ed al confronto.
È quello che è accaduto lunedì 11 novembre 2013 presso la Casa dello Studente di Azzano Decimo (PN), dove si è svolto un incontro aperto a giocatori di ogni fascia di età, ad allenatori, a dirigenti, ad accompagnatori e soprattutto ai genitori, organizzato dalla Associazione sportiva Azzanese con il Patrocinio del Comune di Azzano Decimo, la collaborazione della Delegazione Provinciale Lega Nazionale Dilettanti di Pordenone, della Sezione AIA di Pordenone e del Progetto Equilibrista.
Tema della serata : “Arbitrare, a cosa serve il rispetto delle regole”,
riflessioni e confronto sulla figura dell’arbitro, sul senso delle regole, sul ruolo
di società, giocatori, pubblico, nel garantire la possibilità del miglior gioco possibile.
Relatore il Presidente della Sezione di Pordenone Luca Cavanna che, moderato da Stefano Carbone del Progetto Equilibrista, ha intrattenuto la folta e composita platea.
Dopo il saluto del Delegato della Lega Nazionale Dilettanti Giorgio Antonini e dell’Amministrazione Comunale, molti sono stati i temi affrontati dal Presidente, soffermatosi particolarmente su sulla necessità che gli adulti, genitori, dirigenti o allenatori, proprio perché figure di riferimento, siano per i ragazzi esempi di valori, di buona educazione, di etica.
Una carrellata effettuata con incisività e che ha lasciato la platea colpita su talune riflessioni che, spesso, vengono tralasciate più per non conoscenza che per indifferenza o ostilità.
Molto interessante, in chiusura di serata, il video relativo a una serie di interviste a giovani calciatori dell’Azzanese, che con semplicità affermavano come per loro il tifo dei genitori dovesse essere incoraggiamento e non certo aggressioni verbali all’arbitro o agli avversari.
È seguito quindi il dibattito con numerosi interventi compositi e molto positivi, che hanno dimostrato come spesso basti solo condividere delle riflessioni, per poter elaborare soluzioni o solo per prendere coscienza delle difficoltà.
Un sentito ringraziamento, non solo da parte del Presidente Cavanna ma da tutta la Sezione, ai dirigenti dell’Azzanese Calcio, per aver potuto comunicare e far capire chi è oggi un giovane arbitro, le sue difficoltà, le sue speranze ed anche, perché no, i suoi sogni, auspicando il ripetersi in futuro di simili iniziative.

http://www.aia-figc.it

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