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12 Nov

Le Emozioni del debutto in Eccellenza del carissimo collega Simone Carpenzano

2Il giorno dopo il debutto abbiamo incontrato Simone ed a caldo gli abbiamo rivolto le seguenti domande alle quali, ancora visibilmente emozionato, ha risposto.

  • Innanzitutto complimenti.

Raccontaci come hai vissuto il tuo esordio in Eccellenza (sin dall’arrivo della lettera)?

L’arrivo della lettera che mi comunicava di essere approdato nella massima categoria regionale è stata una vera e propria sorpresa; lettera che ha sprigionato in me (e anche nei miei familiari) tanta gioia ed entusiasmo che ha raggiunto l’apice all’arrivo della designazione! Era da tanto che non provavo così tanta emozione e ansia all’ avvicinarsi della gara; ansia che il giorno della partita è via via diminuita sin dal momento del briefing con gli assistenti con i quali ho avuto un ottimo feeling, poi il riscaldamento, il riconoscimento e finalmente fischio d’ inizio.

In quel preciso istante tutta la mia ansia trepidazione si sono trasformate in massima concentrazione!

Le due squadre hanno ben giocato una partita combattuta e dagli alti livelli agonistici, che mi hanno fatto divertire e soprattutto dato la sensazione di essere all’altezza di questa categoria!

 

  • Da quanto tempo sei arbitro e cosa ti ha spinto a diventarlo?

Questa è una domanda alla quale ogni volta che rispondo lascio stupita molta gente.

Ebbene faccio l’arbitro fin da quando avevo 15 anni (l’età minima per poterlo diventare) e sono alla mia settima stagione. Ciò che mi ha spinto è stato il coinvolgimenti dei miei amici, poi colleghi, Stefano Frasca, Antonino Macca e Salvo Cucuzzella. Quest’ ultimo in particolare mi portava con se nelle partite fin da prima che frequentassi il corso arbitro. E’ stato amore a prima vista verso questa attività! Da lì mi sono detto: “voglio diventare un arbitro di calcio”.

Grazie a loro ECCOMI QUA!

 

  • Sebbene tu abbia già avuto la collaborazione degli Assistenti Arbitrali in Promozione, vuoi dirci come ti sei trovato con loro nella gara d’esordio?

Sinceramente devo dire che già nelle gare di promozione sono stato quasi sempre coadiuvato da ottimi assistenti sia a livello umano che arbitrale, con i quali non ho mai avuto nessuna particolare difficoltà. L’unica differenza che ho potuto costatare in questa prima gara di Eccellenza con i colleghi di Barcellona (Alesci e Chillemi), con i quali mi sono trovato benissimo, è che lì ho trovati molto concentrati, determinati e meticolosi; cose che magari per motivi di futuribilità o semplice inesperienza, in qualche collega, nel campionato di promozione può mancare.

 

  • Sappiamo della tua doppia esperienza personale con i campionati del nord ed i nostri. Raccontaci le differenze ed il rapporto, anche con le due sezioni.

Le differenze sono tante.

Al nord ci sono impianti e terreni di gioco molto più all’avanguardia e curati rispetto ai nostri; poi gli spettatori sono molto più educati e sportivi, infatti vengono principalmente per assistere alla partita e non per insultare gli avversari e/o l’arbitro.

Dal punto di vista del gioco ho notato che i campionati siciliani sono più avvincenti, ci sono più spettatori, più agonismo e si lotta su ogni pallone; solo che questo agonismo, a volte, sfocia in comportamenti a dir poco concitati ed aggressivi, sia da parte dei calciatori che dei dirigenti, cosa che al nord succede molto raramente.

Infine le sezioni… La Sezione è sempre la Sezione qualunque essa sia!

Certo nella Sezione di Torino (che conta più di 500 associati) l’inserimento è stato un pò difficoltoso inizialmente, tuttavia mi sono trovato bene. Ma nella Sezione di Ragusa mi sento facente parte di una famiglia cosa che non percepivo a Torino, perché in tantissimi; e poi a Ragusa ci sono gli amici di una vita.

 

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  • La partita più bella che hai arbitrato?

La partita più bella … quest’ultima, il mio esordio in Eccellenza!

Ero molto ansioso ma non vedevo l’ora di affrontarla. L’ho preparata nei minimi dettagli ed anche grazie alla perfetta sinergia con gli assistenti, con i quali l’abbiamo affrontata nel migliore dei modi, abbiamo ricevuto i complimenti da entrambe le squadre.

 

  • Obiettivo della stagione?

In realtà il primo obbiettivo di questa stagione era proprio quello di conquistare l’eccellenza il prima possibile e di fare un buon esordio. Obiettivi centrati in pieno! Adesso avendo ancora due terzi della stagione davanti, il nuovo obiettivo che mi sono posto è quello di fare più esperienza possibile in questa “nuova” categoria.

 

  • C’è qualche gesto particolare che fai prima di iniziare una partita?

Nessun gesto. Non sono superstizioso!

 

  • Ti senti di ringraziare qualcuno per questo tuo esordio nella massima categoria regionale?

Ad ogni traguardo non si arriva mai da soli… Devo ringraziare molte persone: la mia famiglia tutta ed in particolare mio padre che mi ha accompagnato in centinaia di partite e senza il quale non sarei potuto andare avanti, il mio instancabile presidente di sezione Andrea Battaglia, da sempre punto di riferimento, che ha sempre creduto in quel giovane arbitro lanciato subito in regione, il presidente del C.R.A. Sicilia Pippo Raciti e tutta la commissione che mi ha ri-accolto con le braccia aperte dopo la mia esperienza al nord. Esperienza che, voglio ribadire, ha contribuito a farmi approdare in Eccellenza; ringrazio quindi la sezione di Torino e tutto il C.R.A. Piemonte.

Infine ringrazio tutti i colleghi di Ragusa e in particolare i miei colleghi compaesani che mi hanno sempre spronato e con i loro consigli mi hanno permesso di migliorarmi partita dopo partita!

Scritto da Antonino Macca

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