22 Feb

Roberto Bettin a Ragusa

IMG_2388Con ancora fresche le immagini e nella memoria i discorsi e le parole di incoraggiamento degli ospiti che si sono alternati nelle RTO obbligatorie dei mesi scorsi, ancora una serata da ricordare per la nostra Sezione. Il presidente arbitro benemerito Andrea Battaglia ha sbalordito ancora una volta tutti e nella RTO del 12 febbraio scorso sono stati addirittura sei gli ospiti che hanno regalato momenti di grande insegnamento. Prima di descrivere (anche se sarà un compito difficile) la serata ricordiamo brevemente gli ospiti che la Sezione di Ragusa ha avuto l’onore di ospitare nelle RTO e nel corso della stagione 2015/16. Daniele Martinelli –arbitro inquadrato alla Can- è stato il primo ad aprire le visite; poi l’importante visita del responsabile regionale del Cra per il calcio a 5 Antonino Ignazzitto e quella più recente quella del presidente del Cra Sicilia, Michele Cavarretta; in coincidenza con gli esami finali per l’ammissione nell’organico dell’Aia di trentadue nuovi arbitri ragusani. Venerdì 12, invece, sono stati ben sei gli ospiti che hanno attirato l’attenzione dei giovani (ma anche meno giovani) colleghi. Roberto Bettin indimenticato arbitro veneto che ha diretto in Serie A; Saro D’Anna, ex nostro presidente Cra e ora componente del Comitato Nazionale dell’Aia; Salvatore Marano, componente della Can D; Gigi Flaccomio, componente del settore tecnico dell’Aia; Tonino Condemi, dirigente della Sezione di Padova (grande amico di Andrea Battaglia) e Commissario della Lega Pro; Armando Salvaggio, coordinatore regionale del Cra Sicilia; Gino Giacchi (ex arbitro) responsabile Sicilia dell’Associazione Italiana Calciatori. Tutti gli ospiti sono stati presentati con dovizia di particolari e con grande passione dal nostro presidente Andrea Battaglia, che per ognuno ha avuto parole di circostanza e appropriate in grado di rinverdire (specialmente nei più giovani) i fasti del passato arbitrale. Tutti si sono detti lieti di partecipare ai lavori e portare agli arbitri della sezione di Ragusa oltre che il loro saluto personale anche quello di rappresentanza. Subito dopo il breve intervento di Saro D’Anna –che aveva avuto modo di scambiare più di qualche parola con gli associati ragusani, prima che iniziasse la riunione vera e propria- molto conciso e sempre colorito nelle espressioni, il dirigente nazionale ha ceduto la parola a Roberto Bettin. Accolto calorosamente dagli arbitri ragusani, non si è dilungato troppo nell’esternare il proprio ruolo attuale e nemmeno quello del passato ed ha, invece, intrattenuto i colleghi facendo un excursus sulla storia della categoria arbitrale “L’evoluzione del gioco del calcio e il ruolo dell’arbitro dall’inizio del ‘900 fino ai giorni nostri”. Con l’ausilio di filmati da cineteca ed anche in bianco e nero, con protagonisti le “giacchette nere”, che hanno permesso all’ospite di illustrare l’evoluzione, nel corso del ‘900, della figura arbitrale; dalle prime esperienze dei direttori di gara “in solitaria”, alla formazione della terna del primo dopoguerra, fino ad arrivare all’introduzione del Quarto uomo e degli Arbitri addizionali e ultimamente l’ausilio della tecnologia per il gol non gol. Ha ribadito con forza che la prestazione sul terreno di gioco è al centro dell’impegno degli arbitri, che hanno l’obbligo di migliorarsi attraverso una costante preparazione fisico-atletica, un continuo aggiornamento delle regole del gioco e della casistica e, perché no, attraverso l’uso attento della tecnologia e la frequentazione della sezione; il luogo formativo per eccellenza per la presenza del presidente, dei colleghi più “anziani” o con qualche anno in più di tessera che –in ogni caso- possono essere forieri di esperienza per evitare errori sul terreno di gioco per i giovani arbitri. Roberto Bettin con pacatezza ma altrettanta grande maturità ha intrattenuto i colleghi per quasi due ore senza che nessuno manifestasse segni di stanchezza o noia. Una grande lezione di vita, insomma, così come lo è per chi si approccia al mondo arbitrale che contribuisce più di ogni altra cosa a far acquisire maturità, correttezza e rispetto per il prossimo. Bettin ha poi concluso il suo intervento con alcuni aneddoti della sua gloriosa carriera, ribadendo l’importanza di non cambiare la propria personalità ma di essere sé stessi fino alla fine, senza forzature che sarebbero dannose per tutti. Alla fine moltissime le foto scattate con i giovani colleghi ragusani che non hanno voluto perdere l’opportunità di essere immortalati con un importante personaggio del mondo arbitrale italiano. Foto e scatti che rimarranno nella storia della Sezione Arbitri di Ragusa a futura memoria.
GIOVANNI CALABRESE

 

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