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14 Lug

Una grande festa tra premiati, promozioni e ospiti illustri

1Con le quatto promozioni ormai consolidate – da dieci giorni si sapevano già – il presidente della nostra sezione, delegato a rappresentare i presidenti delle sezioni siciliane in ambito nazionale e ideatore di accomunare in una immaginaria “Sezione Sicilia” tutte le sezioni dell’isola,  arbitro benemerito Andrea Battaglia, ha contribuito a chiudere alla grande un’altra stagione con l’immancabile conviviale, che si è tenuta al Poggio del Sole resort. Erano presenti il componente nazionale dell’Aia Saro D’Anna, il presidente regionale del Cra, Pippo Raciti con il vice Armando Salvaggio ed il coordinatore Cra Salvatore Marano.

Lungo l’elenco degli ospiti che hanno contribuito a rendere più interessante la “chiusura”: Dal componente CAI, Massimiliano Velotto ai presidenti delle sezioni Aia di Catania (Cirino Longo), Acireale (Olindo Ausino) e Siracusa (Salvo Occhipinti); e poi ancora Gigi Flaccomio, componente del settore tecnico dell’Aia, il responsabile della macro area sud della nostra rivista L’Arbitro, Rodolfo Puglisi; Antonino Santoro, Assistente Arbitrale della sezione di Catania che proprio in chiusura della scorsa stagione ha esordito in Serie A;  e Gino Giacchi presidente regionale dell’Associazione Italiana calciatori. Presente, pure, il collega Giovanni Sanzo della sezione di Agrigento, promosso alla CAI.

Un’intensa mezza giornata molto sobria ed allo stesso tempo significativa per i contenuti espressi negli interventi dei massimi dirigenti arbitrali e negli associati stessi che si sono cimentati negli interventi di rito. Al centro dell’attenzione Stefano Frasca promosso alla CAI; Martina Bovini, con l’immissione nei ruoli di Assistente Arbitrale alla CAN D; stessa categoria conquistata da Peppe Martorina che dopo una sola stagione alla CAI (Commissione Arbitri Interregionale), fa un altro salto in avanti e vi approda come Osservatore Arbitrale. Infine, Bartolo Burletti – Arbitro effettivo C5 – che ottiene una prestigiosa promozione nella massima categoria nazionale (la CAN) di calcio a 5.

Per la immensa soddisfazione del presidente Andrea Battaglia che nel corso del pranzo – fra una portata ed un’altra – ha avuto modo di fare un breve excursus sulla stagione appena conclusa ed alimentare certezze di soddisfazione nei giovani arbitri ragusani intervenuti alla conviviale, se solamente in loro «si incarna la tenacia, la volontà, lo spirito di sacrificio» indispensabile per emergere nel difficile mondo arbitrale; messaggio lanciato anche per gli assenti.  Proprio i giovani (Giombarresi, Ferrazzi, Armenia) che nella scorsa stagione hanno ottenuto risultati significativi sono stati premiati, con un’attenzione particolare per Elisa Iacona che ha dimostrato “di saperci fare” sul terreno di gioco a dispetto della giovane età e dell’appartenenza al gentil sesso e per Giuseppe Baglieri sul quale sono riposte le aspettative per diventare la punta di diamante della sezione di Ragusa in ambito regionale (almeno per le prossime due stagioni).

Gli interventi degli ospiti hanno avuto come filo conduttore e fattore dominante proprie le prerogative lanciate da Andrea Battaglia. Pippo Raciti ha esortato i giovani colleghi a farsi trovare pronti atleticamente per l’inizio dell’attività agonistica (ultima domenica di agosto) e a non demordere se qualche prestazione non dovesse soddisfare il proprio O.T. Quasi tutti gli interventi sono stati mirati a generare fiducia ed entusiasmo nei giovani; “Ai quali nulla è precluso – ha detto Antonino Santoro – e tutti possono ambire a raggiungere traguardi impensabili o che possono sembrare inarrivabili”. Grandi arbitri non si nasce, ma ci si diventa ha ripetuto Max Velotto; «e non importa essere alti, basta essere all’altezza» ha replicato Saro D’Anna nel suo discorso conclusivo che ha riscosso l’applauso più lungo e gratificante per il “grande” dirigente dell’Aia.

Un emozionato –  ma soddisfatto ed entusiasta – Andrea Battaglia alla fine ha ringraziato tutti per la partecipazione ed ha dato appuntamento fra poco più di trenta giorni per l’inizio della nuova stagione agonistica, che difficilmente potrà riservare gli stessi risultati conseguiti in quella appena conclusa, anche se non bisogna demordere e ripartire alla grande per un’altra sfida all’impossibile.

                                                                                                                                                                                                                                                                              Giovanni Calabrese

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