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08 Apr

Una «ventata» di internazionalità

Una «ventata» di internazionalità ha interessato la nostra sezione nell’ultima Riunione Tecnica Obbligatoria della stagione che, ormai, si avvia alla fine e nel corso della quale non sono mancate le soddisfazioni. La presenza dell’Assistente internazionale Lucia Abruzzese, pianificata dal presidente Marcello Nicchi, ha animato la RTO che ha visto la massiccia presenza dei giovani colleghi impegnati nel percorso di crescita nel mondo arbitrale. Un segnale importante, così come importante sono questi incontri che servono ad aumentare il bagaglio di esperienze –con le «chicche» che gli ospiti portano a conoscenza raccontando le loro esperienze vissute sul terreno di gioco- e infondere nei giovani stessi la voglia di emulazione che è una spinta importante verso l’alto. Lucia Abruzzese, allora, facente parte della Sezione di Foggia –presidente Antonio Di Paola- e inquadrata nell’organico degli Assistenti della Lega Pro; categoria nella quale è inquadrato il nostro Gigi Bellassai per il ruolo degli Osservatori che ha in Antonio Danilo Giannoccaro il responsabile della Commissione. Alla RTO sono stati graditi ospiti il presidente della Delegazione Provinciale della Figc, prof. Gino Giacchi, il neo presidente provinciale degli allenatori di calcio, Daniele Vitale. Ovviamente presenti i «nostri» colleghi che rappresentano la sezione a livello nazionale nelle Commissioni CAN D (Ciccio Saia), Beach Soccer (Vincenzo Cascone), Rosario Spata (Settore Tecnico). Presente Martina Bovini, con il piccolo (futuro arbitro?) bebè in braccio, che per motivi familiari in questi giorni si è dimessa da Assistente proprio dalla Lega Pro. E’ stato il presidente, Arbitro Benemerito, Andrea Battaglia a fare una breve presentazione della illustre ospite, che nel corso della giornata aveva avuto modo di ammirare le bellezze del territorio ibleo (anche se le condizioni meteorologiche hanno limitato le escursioni) ed è stata ospite del Sindaco del Comune di Santa Croce Camerina. Ma, ovviamente, le attese erano tutte per Lucia Abruzzese che non si è fatta pregare a tenere desta l’assemblea con i suoi aneddoti ed esperienze vissute nel corso del girovagare nelle sei stagioni nella Can D, nelle undici nell’attuale Lega Pro e nel corso delle gare Internazionali alle quali ha dato il suo apporto da Assistente, appunto. “La Serie C –ha esordito la collega foggiana- è l’università dell’Aia, una scuola di formazione che fa maturare i colleghi per palcoscenici di maggiore spessore. Una scuola di formazione perché l’arbitraggio è un continuo percorso di acquisizione di esperienze da mettere al servizio delle proprie e quelle degli altrui prestazioni sul terreno di gioco”. Lucia Abruzzese ha toccato moltissimi punti che determinano e portano positività alle prestazioni arbitrali e contribuiscono –nella vita privata- a migliorare il proprio stile di vita. “L’arbitraggio –ha affermato Lucia- è una grande sofferenza (frase pronunciata dal grande Stefano Farina) e specialmente nella fase iniziale dell’approccio all’arbitraggio bisogna superare le molteplici difficoltà che si possono verificare durante l’assolvimento del compito. L’arbitraggio fa aumentare l’autostima che è in ognuno di noi ed è un elemento fondamentale per il ruolo di arbitro. Che nel ruolo (cioè durante la direzione di una gara) necessita una fase preparatoria agli eventi, concentrazione massima e preparazione atletica fondamentale per mantenere lucidità fisica e comportamentale”. L’illustre ospite ha risposto alle moltissime domande che le sono state rivolte dai colleghi presenti. Dal perché fare l’arbitro (ha iniziato all’età di sedici anni), al rapporto con i genitori quando ha scelto questo ruolo per fare sport, alle difficoltà di gestione della famiglia. “L’arbitraggio –ha affermato Lucia Abruzzese, avviandosi alla conclusione- è uno stile di vita ed ha ringraziato l’Aia per le esperienze che ho potuto fare sui campi di molte Nazioni del mondo. Una passione –ha sottolineato- che ti esplode dentro, perché da adolescente non avevo idee ben precise, ma stagione dopo stagione i miei obiettivi si alzavano sempre più e che ho raggiunto con il mio impegno e sacrifici non indifferenti”. Lo scambio di gadget a ricordo della visita alla Sezione di Ragusa ha concluso la RTO, che ha generato nei giovani (ma anche nei meno giovani colleghi) molto interesse.

Giovanni Calabrese

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